Master in Terapie Fisiche Strumentali: ANF ribadisce che la formazione non può attribuire competenze professionali non previste dalla legge
Roma, 1 luglio 2026
L’Associazione Nazionale Fisiatri prende posizione sul Master universitario di I livello “Terapie Fisiche Strumentali per il Terzo Millennio” e mette in guardia da ogni possibile interpretazione che possa trasformare un percorso formativo in una indebita abilitazione all’esecuzione di procedure riservate al medico.
L’Associazione Nazionale Fisiatri (ANF), organizzazione rappresentativa dei medici specialisti in Medicina Fisica e Riabilitativa, ha esaminato la documentazione illustrativa relativa al Master universitario di I livello “Terapie Fisiche Strumentali per il Terzo Millennio”, A.A. 2026/2027, organizzato in convenzione con l’Università eCampus, rilevando profili di significativa criticità sotto il piano culturale, professionale e ordinamentale.
ANF riconosce pienamente il valore della formazione universitaria permanente e considera l’aggiornamento dei professionisti sanitari un elemento essenziale per la qualità dell’assistenza. Proprio per questo ritiene però indispensabile che ogni percorso formativo sia presentato con assoluta chiarezza, senza generare equivoci circa i limiti delle competenze attribuite dalla legge alle diverse professioni sanitarie.
Il punto critico non è la formazione in sé, che ANF considera utile e necessaria, ma il rischio che un Master o un corso avanzato venga percepito, o presentato, come strumento idoneo ad ampliare le competenze professionali dei fisioterapisti, attribuendo loro una sorta di abilitazione non prevista dall’ordinamento per l’esecuzione di procedure terapeutiche che restano di competenza medica.
La formazione non è fonte di nuove competenze professionali
ANF richiama un principio essenziale: un percorso formativo, anche se universitario, certifica un approfondimento culturale e scientifico, ma non può modificare il profilo professionale, non può trasformare la qualifica del professionista e non può legittimare l’esecuzione di attività riservate ad altra professione.
In altri termini, la formazione può migliorare conoscenze e capacità di collaborazione all’interno di un percorso clinico correttamente prescritto e governato, ma non può costituire titolo abilitante allo svolgimento di atti che richiedono diagnosi, indicazione terapeutica, gestione del rischio, modulazione clinica del trattamento e responsabilità medica diretta.
Per questo ANF giudica particolarmente delicata ogni formulazione che possa lasciare intendere che, attraverso il conseguimento del Master, il fisioterapista possa acquisire una competenza autonoma o concorrente nell’utilizzo clinico di metodiche riservate al medico, in particolare quando si tratta di procedure che non si riducono alla semplice applicazione tecnica di una apparecchiatura.
Onde d’urto focali: non una semplice terapia fisica
Tra i profili più rilevanti vi è il riferimento alle onde d’urto focali. La documentazione esaminata richiama la possibilità che il fisioterapista, se formato mediante Master universitario o corsi avanzati, possa concorrere all’erogazione della terapia con onde d’urto focali nell’ambito di un percorso medico-riabilitativo.
Secondo ANF tale impostazione è suscettibile di determinare un equivoco sostanziale: far ritenere che il conseguimento del Master possa rappresentare il presupposto professionale necessario o sufficiente per l’utilizzo clinico delle onde d’urto focali da parte del fisioterapista. Una simile interpretazione non trova riscontro né nella normativa vigente né nelle raccomandazioni scientifiche di riferimento.
Il Documento di Consenso della Società Italiana Terapia con Onde d’Urto (SITOD), aggiornato nel 2024 sulla base delle raccomandazioni della International Society for Medical Shockwave Treatment (ISMST), distingue chiaramente le onde d’urto focali dalle onde radiali e qualifica la terapia con onde d’urto focali come procedura terapeutica biofisica, assimilabile a un intervento extracorporeo, capace di modificare l’omeostasi dei tessuti e di interessare strutture anatomiche profonde.
Per tali ragioni, le onde d’urto focali devono essere eseguite esclusivamente da un medico esperto/certificato. Le onde d’urto radiali possono invece essere eseguite anche da personale sanitario esperto, ma solo previa diagnosi, prescrizione, definizione del protocollo terapeutico e sotto supervisione del medico esperto.
La responsabilità clinica non può essere separata dall’esecuzione
L’esecuzione di onde d’urto focali non consiste nella mera conduzione tecnica di un’apparecchiatura elettromedicale. Essa richiede valutazione clinica preventiva, corretta individuazione del bersaglio anatomico, scelta dell’energia terapeutica, modulazione dei parametri durante il trattamento, rivalutazione continua della risposta biologica, gestione delle controindicazioni e delle possibili complicanze.
Si tratta di attività strettamente integrate nell’atto medico e non riducibili a una esecuzione tecnica. La responsabilità clinica permane durante l’intero trattamento e non può essere separata dalla concreta esecuzione della procedura terapeutica.
Analoghe cautele devono essere adottate per tutte le metodiche che comportino decisioni cliniche, profili di invasività o gestione diretta del rischio. Particolare attenzione merita il riferimento, nella documentazione del Master, all’ozonoterapia medica localizzata e sistemica, trattandosi di procedure che, per modalità di somministrazione, indicazioni cliniche, controindicazioni e possibili rischi, rientrano nell’ambito dell’atto medico e non possono essere ricondotte genericamente al campo delle terapie fisiche strumentali. Anche in questo caso è indispensabile distinguere in modo netto tra finalità didattiche, conoscenza teorica della metodica e concreta possibilità di esecuzione clinica, che resta subordinata ai limiti professionali stabiliti dalla normativa vigente.
La riabilitazione non è una somma di apparecchiature
ANF ritiene inoltre necessario contrastare una deriva culturale che tende a identificare la Medicina Fisica e Riabilitativa con l’utilizzo di tecnologie, apparecchiature o energie fisiche strumentali.
Onde d’urto, laser, diatermia, ultrasuoni, magnetoterapia, vibrazioni meccaniche, crioterapia e altre metodiche possono rappresentare strumenti terapeutici utili, ma sono solo strumenti. Non definiscono, da soli, la riabilitazione e non possono sostituire il ragionamento clinico, la diagnosi funzionale, l’appropriatezza prescrittiva e la valutazione degli esiti.
La riabilitazione moderna è fondata sulla valutazione globale della persona, sulla definizione della prognosi funzionale, sull’individuazione degli obiettivi terapeutici e sulla predisposizione del Progetto Riabilitativo Individuale (PRI), quale atto medico di competenza dello specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa.
Il Piano di Indirizzo per la Riabilitazione del 2011 individua nel PRI lo strumento fondamentale di governo clinico dell’intero percorso riabilitativo. Da esso discendono la scelta delle modalità terapeutiche, il coordinamento del team multiprofessionale e la verifica degli esiti. La tecnologia, dunque, non sostituisce il governo clinico del percorso assistenziale: ne costituisce eventualmente uno degli strumenti.
La posizione di ANF
ANF prende le distanze da ogni impostazione culturale o comunicativa che, anche indirettamente, possa legittimare l’allargamento delle competenze dei fisioterapisti oltre i limiti previsti dalla normativa vigente o possa far apparire un Master universitario come titolo abilitante all’esecuzione di procedure riservate al medico.
L’Associazione invita pertanto gli organizzatori del Master e l’Università convenzionata a rivedere con urgenza la documentazione illustrativa, eliminando o riformulando ogni passaggio suscettibile di attribuire, anche solo implicitamente, competenze professionali non previste dalla legge o di indurre i destinatari del percorso formativo a ritenere che il conseguimento del Master costituisca presupposto sufficiente per l’utilizzo clinico delle onde d’urto focali o di altre procedure di competenza medica.
La collaborazione tra medici fisiatri, fisioterapisti e altri professionisti sanitari rappresenta un valore irrinunciabile della riabilitazione moderna, ma può essere realmente efficace e sicura solo se fondata sulla chiarezza dei ruoli, sul rispetto delle rispettive competenze e sulla responsabilità del medico fisiatra nel governo clinico del percorso riabilitativo.
ANF continuerà a promuovere una riabilitazione fondata sulla centralità della persona, sulla sicurezza delle cure, sull’appropriatezza prescrittiva, sul Progetto Riabilitativo Individuale e sulla piena valorizzazione della Medicina Fisica e Riabilitativa quale disciplina medica autonoma, complessa e insostituibile.
Associazione Nazionale Fisiatri – ANF
Il Segretario Nazionale
Dott. Mauro Piria

